Cacchio se ne è passato del tempo! Le nostre vite si sono rivoluzionate al punto di abbandonare questo blog e i nostri amici di tastiera. Ormai io e Blacky ci sfoghiamo solo tra di noi perché non abbiamo mai tempo di farlo anche con voi.
Oggi torniamo, tempo o non tempo, perché non ci si può non fermare in questo momento.
Qui e ora non basta esprimere preoccupazione per ciò che accade. Qui e ora non possiamo solo indignarci, angosciarci e sconvolgerci. Noi dobbiamo sopratutto porci una domanda: siamo sicuri che non sia già tutto cambiato?
Non è tardi per ricordare che il premier italiano ha baciato la mano ad un tiranno spietato accogliendolo come un amico, un eroe e un mito?
Non è tardi per analizzare gli accordi fatti con questo genocida che legano non solo due Paesi guidati da due follie diverse, ma l'intero Mediterraneo?
Non è tardi per capire cos'è l'economia del petrolio?
Non è tardi per ascoltare le parole sempre dette dai leghisti xenofobi che incitano alle armi contro i rifugiati politici?
La paura è che sia talmente tardi che tutte queste domande sembrano banali, retoriche e antiche e invece riflettono la tristezza di questo qui ed ora al quale arriviamo in ritardo.
E ora?
giovedì 24 febbraio 2011
sabato 24 aprile 2010
Ora e Sempre Resistenza. In lotta anche per loro

Di motivi, cause e ragioni per lottare ce n'è un'infinità. Non è tempo di riflettere e riposare. La crisi, ma non solo la crisi. C'è una destra omofoba e xenofoba che sta divorando l'umanità in Italia, in Europa, nel mondo. C'è la guerra che stermina gli inermi e glorifica gli assassini. C'è l'infamia che getta fango sulla Storia e cancella la Verità. C'è il Terrore che sbarra le porte di case senza muri, senza mobili e senza cibo. Ma tutto questo non ci può fermare!
Bisogna Resistere quando cercano di farci credere che un dottore che salva la vita ai bambini dilaniati dalle bombe sia un terrorista.
Bisogna Resistere quando i tagli alla cultura vengono chiamati tagli agli sprechi. Bisogna Resistere quando le fabbriche e aziende chiudono perché bisogna regalare la tenuta di lusso al giocatore plurimilionario.
Bisogna Resistere quando la Mafia si mette il doppio petto ed entra in Parlamento con tanto d'invito d'onore.
Bisogna Resistere per ricordare i nostri Padri e proteggere i nostri Figli.
Bisogna Resistere per chi vuole farlo e non può e per chi può e non vuole.
Bisogna Resistere per i precari, i cassintegrati, i pensionati e i disoccupati.
Bisogna Resistere per quest'uomo che piange perché la fabbrica siderurgica più inquinante d'Italia (l'ILVA di Taranto) priva di norme di sicurezza, orrore e terrore di un'intera città devastata dai suoi fumi e dalle sue scorie, quella fabbrica dove è più facile ammalarsi e morire che sopravvivere, NON LO VUOLE ASSUMERE.
Bisogna Resistere perché se questo è un uomo merita LA LIBERAZIONE.
Buon 25 Aprile Compagne e Compagni. Ora e Sempre Resistenza
domenica 18 aprile 2010
SONO LIBERI!
Sono liberi. Liberi di tornare a respirare, di tornare al loro amato lavoro di scienza e devozione al servizio dell'altro, di vedere ancora le strade afghane di polvere e incertezza. Sono liberi di pensare ai bambini che hanno curato e a quelli che dovranno guarire. Sono liberi di chiamare a casa e riascoltare le voci care e avere la possibilità di dire: "Ci vediamo presto". Sono liberi di fare ritorno in un Paese scisso nelle coscienze e nelle convinzioni: una metà tira il pollice su, l'altra lo gira giù. Come è brutto questo Paese che spera di potersi vergognare! Questo Paese che da tempo crede che la solidarietà sia stoltezza e il denaro l'unico fine. Questo Paese che si endogamizza dietro lo spauracchio del rosso che mangia i bambini e declama ignoranza e bigottismo perché ha troppa paura di guardare oltre la siepe. Lo stesso Paese che ha tanto sperato che fosse tutto vero, che gettassero la chiave per sempre e che l'episodio fosse esemplare. Questo Paese ha però un'altra faccia che parla di fiducia, di futuro, di umanità. E' anche un Paese che riempie le piazze per gridare "Liberi subito". E' anche un Paese che riconosce che gli unici eroi di guerra sono gli operatori di pace. E' anche un Paese che crede in un mondo migliore e continua a lottare contro la violenza, la prepotenza, la crudeltà. E contro la disillusione. Ben ritrovati e buona libertà a tutti.
domenica 11 aprile 2010
Non caschiamoci
Quando un movimento di base diventa forte e inizia a gestire le Piazze, a smuovere altre coscienze, ad aggregare ed organizzare il dissenso, guarda caso in Italia escon fuori le Brigate Rosse. Persone mai viste nei collettivi, alle manifestazioni, alle riunioni, improvvisamente diventano non solo esponenti ma veri e propri leader di sette sovversive e terroristiche. A loro va' il mio odio integrale. Certo le coincidenze stupiscono. Escon fuori nel fiore della Rivoluzione culturale sessantottina e fanno stragi quando gli anni settanta possono fare la differenza. Dopo Moro la repressione è totale. Per le Brigate Rosse? No, per il movimento. Le BR infatti ritornano. Tiepide durante la Pantera, tanto è solo un movimento studentesco. Devastanti con la riforma Biagi. Gli scienziati dicono: si chiama coincidenza solo ciò che non si riesce a spiegare. Hitchcock diceva: la prima volta è un caso; la seconda un indizio; la terza è una prova. Abbiamo da tempo superato il terzo stadio per esser certi che la strategia della tensione è più efficace di qualsiasi terrorismo. Ma qualcosa è cambiato. Le BR non bastano più o forse non ci sono abbastanza bastardi in giro che si offrano sull'ara sacrificale. Forse per questo vengono accusati, arrestati e praticamente condannati 9 medici che operano nel cuore di una guerra infame. E ora anche per noi deve cambiare. Non caschiamoci. Iniziamo la lotta di solidarietà ad Emergency.
Apocalisse
La Fede Cristiana come quella delle altre religioni monoteiste si fonda su una Rivelazione, un mistero svelato; e sulla Redenzione, un sommo sacrificio per la Salvezza. E' sufficiente enunciare questi principi per iniziare a sentirsi proiettati in un'aurea spirituale ed elevarsi verso il trascendente. I meritevoli lo sanno e continuano il cammino e tra loro gli eletti raggiungono l'Estasi. I più si accontentano di acquisire la tradizione e credono nel momento del bisogno per screditare nel momento di sconforto. Gli scettici lottano la credulità altrui per sconfiggere l'incredulità propria e in base all'esperienza ne traggono conclusioni. Solo i beceri e gli indegni però non riconoscono il male. Nella religione come nella vita, davanti al male non c'è Fede che distingua il credente dall'agnostico o dall'ateo. Anzi, proprio il credente dovrebbe essere più pronto del non credente a riconoscerlo, combatterlo ed estirparlo, perché è constantemente avvisato. E' avvisato dalla Rivelazione che gli dice: solo ora sei degno che io sveli i miei Misteri; e dalla Redenzione, per cui Dio sacrifica il proprio Figlio per salvare l'Uomo. E' avvisato perché Rivelazione e Redenzione sono sinonimi e concretizzazione di Apocalisse. Questa parola che letteralmente significa "scoperta", diventa d'uso corrente "fine del mondo". Sembra quasi che il messaggio divino parta dalla Rivelazione, porti la Redenzione e termini con l'Apocalisse e non come conseguenza ma come una dentro l'altra. Una e Trina. Dunque non Elevazione, ma Inizio e Fine. Come la vita: l'uomo nasce e muore. Perché allora ostinarsi a farci credere in una linea retta verso l'Infinito quando la vita è un cerchio? Non sarà certo questa domanda a minare le certezze del fedele probo e virtuoso.
Allo stesso però vorrei anche chiedere: qual è il tuo primo dovere?
Servire Dio?
E come?
Riconoscendo il Bene dal Male per sconfiggere il Diavolo e far trionfare la Gloria di Dio.
E qual è il Male più grande?
Forse non vuole rispondere o forse non lo sa.
Io invece lo so e gli chiedo: Il male più grande da vedere, riconoscere e combattere non è la violenza sugli innocenti?
Ora anche lo sa e si ricorda che Dio glielo ha già rivelato e se il sacrificio non è bastato, non può che punirlo. Se poi a non vedere, a non riconoscere e a non combattere il male è il Capo dei fedeli, la punizione non può che essere esemplare. La Chiesa può nascondersi davanti ad un crimine e anche davanti alle prove del crimine. Non può però nascondersi di fronte a se stessa. Per questo verrà l'Apocalisse. E sarà la fine del mondo della Fede. La fine del mondo della Chiesa. La fine del mondo del Papato. Invece l'Uomo vivrà. Anche dopo il 21.12.2012.
Allo stesso però vorrei anche chiedere: qual è il tuo primo dovere?
Servire Dio?
E come?
Riconoscendo il Bene dal Male per sconfiggere il Diavolo e far trionfare la Gloria di Dio.
E qual è il Male più grande?
Forse non vuole rispondere o forse non lo sa.
Io invece lo so e gli chiedo: Il male più grande da vedere, riconoscere e combattere non è la violenza sugli innocenti?
Ora anche lo sa e si ricorda che Dio glielo ha già rivelato e se il sacrificio non è bastato, non può che punirlo. Se poi a non vedere, a non riconoscere e a non combattere il male è il Capo dei fedeli, la punizione non può che essere esemplare. La Chiesa può nascondersi davanti ad un crimine e anche davanti alle prove del crimine. Non può però nascondersi di fronte a se stessa. Per questo verrà l'Apocalisse. E sarà la fine del mondo della Fede. La fine del mondo della Chiesa. La fine del mondo del Papato. Invece l'Uomo vivrà. Anche dopo il 21.12.2012.
mercoledì 31 marzo 2010
Nichi, prendici per mano
Caro Nichi,
sento il dovere di prendermi la confidenza di chiamarti così. E’ un dovere che nasce dall’emergenza di trovare la mia guida e la mia Sinistra. E’ inutile fingere bisogni diversi, io ho bisogno del mio Leader. Per anni hanno mortificato le aspirazioni della mia generazione: non esistono ideali ma solo poteri forti; tanto sono tutti collusi e corrotti e pensano alle loro tasche; guardate il vostro orticello altrimenti vi prendiamo anche quello. Produci, consuma, crepa in silenzio. Gli abbiamo creduto finendo con l’accettare la precarietà dello studio, poi del lavoro e quindi della vita. E che dire della Famiglia? Usata dai più come maschera , priva di compassione, produce e si nutre di paura. E noi siamo talmente oscurati da temere tutto eccetto la radice cannibale del male. I queruli del partito cattolico ancora si appellano ai valori cristiani rinnegandoli con la lussuria per poi fingersi teorici della morale. La Lega omofoba usa la solidarietà per sobillare animi infelici e frustrati e creare eserciti di rabbia, fittizia al punto da diventare rassegnazione. E a suggello di questa vergogna, la non-cultura della televisione azzerante ha ormai assediato anche le oasi di tradizione endogamica che anziché aprirsi al mondo si sono aperte al cavo degli ammiccamenti e degli ancheggiamenti , del tradimento istituzionalizzato, della bugia come unica realtà possibile, del televoto come preferenza elettorale. E dov’era la Sinistra mentre accadeva tutto ciò? Non era forse impegnata a dividersi e lacerarsi le vesti? Un pezzetto ciascuno per una separazione consensuale, così da sembrare civili. Invece era solo debolezza. Perché quando i rapporti sono forti, si imbocca insieme la strada per risolvere i problemi, non ci si lascia alla prima curva così occhio non vede e cuore non duole. Sempre presumendo che il rapporto fosse nato perché si guardava insieme lo stesso orizzonte. Ma io sono ottimista e voglio credere che l’orizzonte fosse lo stesso e lo sia ancora adesso. Voglio credere che sia tramontata l’era dei quadri che ignoravano la minoranza interna e mistificavano l’opposizione dei movimenti. E che invece sia giunto il tempo degli operai che riprendono coscienza e dei precari che se ne costruiscano una; degli insegnanti che si riprendano la scuola e degli studenti che si riprendano il sapere; della gioia di avere la Propria famiglia, degli anziani che non si sentano più abbandonati e dei bimbi che non si sentano più maltrattati. Voglio credere che sia finita la guerra contro Berlusconi e che riprendano le battaglie contro l’egemonia che egli rappresenta. Voglio credere nella possibilità di un mondo migliore senza dovermi sentire ridicola e retrograda. Voglio credere nella speranza di mia madre piagata da una vita infame che ha bisogno anche lei di tornare ai suoi libri e alla sua musica. Ho bisogno di credere nella forza dirompente della diversità che tolga le bende di tristezza dell’omogeneità agli occhi di chi ancora riesce a vedere. Voglio credere all’impegno intellettuale e culturale che per anni è stato costretto nel cantuccio del superficiale per paura che mostrasse l’essenziale. Voglio credere che se oggi Pasolini e Flaiano hanno ancora da dirci verità diverse e che noi ci ritroviamo in entrambe, significa che la Sinistra vera, unita, di tutti e per tutti è possibile. Tocca a te prenderci per mano.
Con affetto militante, una compagna.
sento il dovere di prendermi la confidenza di chiamarti così. E’ un dovere che nasce dall’emergenza di trovare la mia guida e la mia Sinistra. E’ inutile fingere bisogni diversi, io ho bisogno del mio Leader. Per anni hanno mortificato le aspirazioni della mia generazione: non esistono ideali ma solo poteri forti; tanto sono tutti collusi e corrotti e pensano alle loro tasche; guardate il vostro orticello altrimenti vi prendiamo anche quello. Produci, consuma, crepa in silenzio. Gli abbiamo creduto finendo con l’accettare la precarietà dello studio, poi del lavoro e quindi della vita. E che dire della Famiglia? Usata dai più come maschera , priva di compassione, produce e si nutre di paura. E noi siamo talmente oscurati da temere tutto eccetto la radice cannibale del male. I queruli del partito cattolico ancora si appellano ai valori cristiani rinnegandoli con la lussuria per poi fingersi teorici della morale. La Lega omofoba usa la solidarietà per sobillare animi infelici e frustrati e creare eserciti di rabbia, fittizia al punto da diventare rassegnazione. E a suggello di questa vergogna, la non-cultura della televisione azzerante ha ormai assediato anche le oasi di tradizione endogamica che anziché aprirsi al mondo si sono aperte al cavo degli ammiccamenti e degli ancheggiamenti , del tradimento istituzionalizzato, della bugia come unica realtà possibile, del televoto come preferenza elettorale. E dov’era la Sinistra mentre accadeva tutto ciò? Non era forse impegnata a dividersi e lacerarsi le vesti? Un pezzetto ciascuno per una separazione consensuale, così da sembrare civili. Invece era solo debolezza. Perché quando i rapporti sono forti, si imbocca insieme la strada per risolvere i problemi, non ci si lascia alla prima curva così occhio non vede e cuore non duole. Sempre presumendo che il rapporto fosse nato perché si guardava insieme lo stesso orizzonte. Ma io sono ottimista e voglio credere che l’orizzonte fosse lo stesso e lo sia ancora adesso. Voglio credere che sia tramontata l’era dei quadri che ignoravano la minoranza interna e mistificavano l’opposizione dei movimenti. E che invece sia giunto il tempo degli operai che riprendono coscienza e dei precari che se ne costruiscano una; degli insegnanti che si riprendano la scuola e degli studenti che si riprendano il sapere; della gioia di avere la Propria famiglia, degli anziani che non si sentano più abbandonati e dei bimbi che non si sentano più maltrattati. Voglio credere che sia finita la guerra contro Berlusconi e che riprendano le battaglie contro l’egemonia che egli rappresenta. Voglio credere nella possibilità di un mondo migliore senza dovermi sentire ridicola e retrograda. Voglio credere nella speranza di mia madre piagata da una vita infame che ha bisogno anche lei di tornare ai suoi libri e alla sua musica. Ho bisogno di credere nella forza dirompente della diversità che tolga le bende di tristezza dell’omogeneità agli occhi di chi ancora riesce a vedere. Voglio credere all’impegno intellettuale e culturale che per anni è stato costretto nel cantuccio del superficiale per paura che mostrasse l’essenziale. Voglio credere che se oggi Pasolini e Flaiano hanno ancora da dirci verità diverse e che noi ci ritroviamo in entrambe, significa che la Sinistra vera, unita, di tutti e per tutti è possibile. Tocca a te prenderci per mano.
Con affetto militante, una compagna.
mercoledì 24 marzo 2010
ALMENO IL FIGLIO DI SARKOZY SA LEGGERE E SCRIVERE

Quello ha studiato e magari era anche bravo a scuola. Persino in questo sono migliori i francesi. Loro studiano. E anche se studiano mica il papà può fare come gli pare! E se ci prova gliene fanno passare subito la voglia. Capito i francesi!
Noi italiani siamo diversi. A noi piacciano ignoranti, subbacculturati e magari anche un po' idioti, purché raccomandati e figli di papà.
Quindi chi Schiantiamo? Bossi, suo figlio, i figli di papà? O forse chi vota i figli di papà? Ma dai, per una volta facciamo i francesi. Schiantiamoli tutti.
martedì 9 marzo 2010
Si sa che i Call-Center esistono per eliminare il rapporto azienda-utenza. Prima ancora che per acquisire clienti, prima ancora che per farsi conoscere. Sono effettivamente un ottimo strumento di istigazione alla truffa: la colpa è dell'operatore ma l'operatore chi è? C'è però un altro aspetto dell'ignobile lavoro che viene sottovalutato: nessuno ha la possibilità di conoscere gli italiani più e meglio di un operatore di Call-Center. Chiama uomini e donne di tutte le Regioni, di tutte le età, di tutte le estrazioni. E chiaramente li chiama a tutte le ore, tutti i giorni. Insomma ha veramente la ghiotta opportunità di disegnare la mappa dell'italiano medio. Danilo che è un operatore di Call-Center ma è anche laureato, educato e informato, ha molte difficoltà a vendere il suo pacchetto telefonico. Non gli piace insistere, non spinge la vendita, descrive l'offerta fedelmente e accetta le critiche dei contattati che ogni tanto si soffermano a rilasciare la propria opinione. Danilo non vende. Pasquale al contrario è un artista. Non canta, né scrive, ma esprime eccellenti qualità creative nelle telefonate. E' un po' supponente e arrogante, tanto che tende a gridare, anzi a sgridare anche le povere pensionate che con la voce flebile implorano:"La prego, non mi richiami, sono anziana e ammalata". Inoltre tende ad ingigantire le cose dicendo frasi del tipo "Costa 100€ ma per Voi è gratis" (per inciso: si chiama overselling ed è penalmente sanzionabile). Inutile sottolineare quanto sia subacculturato e sgrammaticato. "La telefono perché Voi vi dovete comprare questa offerta. Se io dovrei cambiare cambierei come a Voi". Pasquale vende tantissimo. Ci vuole poi così tanto a fare la mappa dell'italiano medio? Ci vuole poi così tanto a capire perché siamo governati così?
venerdì 5 marzo 2010
E' proprio vero che De Luca non mi rappresenterebbe se fossi campano. Né Loiero se votassi in Calabria. Renzi A Firenze? Neanche lontanamente.
Vorrei però anche un po' di autocritica da parte di chi si vergogna delle volte che ha alzato il pugno, che crede che sventolare la bandiera rossa sia da nostalgici e che dice amici e non più compagni. Ci sono tanti modi di essere di sinistra, non necessariamente estrema e non necessariamente dogmatica, ma non si può essere uguali alla destra solo per far contenti gli altri. Non si può continuare a dire che gli immigrati devono essere pochi ma buoni per dar ragione a chi vuole solo gli schiavi nei campi. Non si piò condannare la prostituta di strada per favorire gli incontri con le escort nelle ville. Né si può preferire la velina in minigonna che non azzecca un congiuntivo, al capellone scasciato che parla tre lingue e ha una laurea e due master. Non si può se si è di sinistra. Se la maggioranza preferisce tutto ciò che di sinistra non è, ragioniamoci e rassegnamoci. Non per questo si può sconvolgere un mondo meraviglioso di colori e passioni. Un mondo che vuole la Pace per tutti, il benessere per tutti, la realizzazione di tutti. Un mondo che crede nella libertà per la libertà. Vorrà dire che vivremo il nostro Mondo nel mondo. E De Luca, Loiero e Renzi saranno più lontani.
Vorrei però anche un po' di autocritica da parte di chi si vergogna delle volte che ha alzato il pugno, che crede che sventolare la bandiera rossa sia da nostalgici e che dice amici e non più compagni. Ci sono tanti modi di essere di sinistra, non necessariamente estrema e non necessariamente dogmatica, ma non si può essere uguali alla destra solo per far contenti gli altri. Non si può continuare a dire che gli immigrati devono essere pochi ma buoni per dar ragione a chi vuole solo gli schiavi nei campi. Non si piò condannare la prostituta di strada per favorire gli incontri con le escort nelle ville. Né si può preferire la velina in minigonna che non azzecca un congiuntivo, al capellone scasciato che parla tre lingue e ha una laurea e due master. Non si può se si è di sinistra. Se la maggioranza preferisce tutto ciò che di sinistra non è, ragioniamoci e rassegnamoci. Non per questo si può sconvolgere un mondo meraviglioso di colori e passioni. Un mondo che vuole la Pace per tutti, il benessere per tutti, la realizzazione di tutti. Un mondo che crede nella libertà per la libertà. Vorrà dire che vivremo il nostro Mondo nel mondo. E De Luca, Loiero e Renzi saranno più lontani.
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