giovedì 2 luglio 2009

Amore e scomuniche

Mi diceva il mio amico Enzo - http://giramundo.splinder.com/ - : Auguri e per un giorno dimentichiamo le brutture italiche.
Ma sapevamo di prenderci in giro. E come fai a dimenticartene quando un altro mattone è stato appena aggiunto al muro della vergogna italiota?
Il DDL 733 ottiene impunemente la fiducia dei cialtroni di governo e a poco valgono reclami costituzionali, sdegno civile e rimproveri clericali. A proposito di quest'ultimi vorremmo però segnalare l'esistenza di uno strumento ufficiale che alla bisogna dovrebbe servire da monito: La Scomunica.
D'effetto sarebbe di sicuro per lorsignori che si pavoneggiano del loro sacrosanto elettorato cattolico.
Si ha però l'impressione che gli stessi stiano languidamente stravaccati sulle loro poltrone, certi che la loro ipocrita e immorale condotta non possa essere turbata.
Un po' perché l'8 per mille solletica la papille tattili degli intascatori. Un po' perché i prelatissimi tonacati troppo sono impegnati a punire chi vuole amare per condannare chi sa solo odiare.

Me lo merito.

Oggi è il mio compleanno e mi dedico questa canzone. Perchè me lo auguro. Perchè me lo merito.




Peace will come to me
Peace will come to me

I’m leaving bitterness behind
This time I’m cleaning out my mind
There is no space for the regrets
I will remember to forget

Just look at me
I am walking love incarnate
Look at the frequencies at which I vibrate
I’m going to light up the world

Peace will come to me
Peace will come to me

I’m leaving anger in the past
With all the shadows that it casts
There is a radar in my heart
I should have trusted from the start

Just look at me
I’m a living act of holiness
Giving all the positivity that I possess
I’m going to light up the world

Peace will come to me
Just wait and see
Peace will come to me
It’s meant to be
Peace will come to me
Just wait and see
Peace will come to me
It’s an inevitability.



La pace mi arriverà
La pace mi arriverà

Sto abbandonando l'amarezza
Questa volta mi sto ripulendo la mente
Non c’è spazio per i rimpianti
Mi ricorderò di dimenticare

Guardami
sto camminando amore incarnato
Guarda le frequenze che mi fanno vibrare
Io accenderò il mondo

La pace mi arriverà
La pace mi arriverà

Sto lasciando la rabbia nel passato
con tutte le ombre che ha gettato
C’è un radar nel mio cuore
avrei dovuto credergli fin dall'inizio

Guardami
sono la prova vivente della santità
Donando tutte le virtù positive che possiedo
Io accenderò il mondo

La pace mi arriverà
Aspetta e vedrai
La pace mi arriverà
Sarà così
La pace mi arriverà
Aspetta e vedrai
La pace mi arriverà
È inevitabile

venerdì 26 giugno 2009

IL RE È MORTO, VIVA IL RE….GOODBYE, ANGEL…GOODBYE, JACKO.

Onestamente? Non so da dove cominciare…sono stordita. È strano: quando muore un personaggio famoso che amiamo è come se perdessimo una persona cara che ci è stata vicina nei nostri momenti più vitali. A volte è veramente così. Perché queste persone hanno ricevuto un dono dalla Natura. Un dono di cui possiamo bearci anche noi, spesso senza merito. Senza merito perché arriviamo ad amare a tal punto i nostri “idoli” da perdere il contatto con la realtà e pretendere di essere i loro padroni….perchè “senza di noi, loro non sarebbero nessuno”. Non è così. Si è perché SI É...non perché gli altri ti fanno credere di essere. Quando piango e rido guardando un film o leggendo un libro, quando mi emoziono ascoltando alcune note…sono felice e grata di poter godere di tanta bellezza. Non invidio la vita di chi me la offre. A chi ha il problema di portare a casa il pane per i propri figli sembra assurdo, uno scherzo del Destino, che persone con così tanti soldi da non sapere dove metterli siano infelici. A volte lo penso anch’io. Poi mi guardo intorno e osservo il Mondo…e vedo gente capace di tutto anche per delle inezie…e mi chiedo cosa prova chi “sta in alto”, sempre attorniato da squali e sciacalli in cerca di tesori…e capisco che FELICITÁ e SODDISFAZIONE sono solo poche istantanee….le altre sono solo immagini ritoccate con Photoshop.
Ieri abbiamo perso due stelle particolari. Farrah Fawcett non verrà ricordata come Meryl Streep; ma per le donne è stata un simbolo per decenni. Ha osato quando il termine “osare” aveva un significato. La sua lotta contro il cancro ha commosso tanti e, in pieno stile americano, il finale è stato da film, con lei che accetta di sposare il suo amato di sempre.
Michael Jackson….beh, ci sarebbero tante cose da dire….eppure qualsiasi parola sarebbe superflua. In verità, non sono mai stata una fan malata di “Jacko”; ma capisco chi lo è. Il suo incommensurabile ed irripetibile talento mi ha accompagnata per tutta la mia vita. Non esiste artista, oggi, che non gli debba dire GRAZIE. Non esiste uomo che non si sia incazzato o abbia sorriso assieme a lui, ascoltando le sue canzoni. Con lui la Natura è stata generosa….è il Mondo che è stato bastardo. Dicono fosse un eterno Peter Pan…ma Peter Pan voleva restare bambino….Michael Jackson bambino non lo è stato mai.
L’Uomo è atterrato sulla Luna….Michael Jackson gli ha insegnato a ballarci. E forse, ora che l’ha trovata, ci mostrerà la strada verso l’Isola che non c’è…..


domenica 21 giugno 2009

Il partito unico.

E' in corso il Referendum anti-porcellum ma, nonostante sia forte la voglia di far capire al Boss che è tempo di tramontare, i contenuti della riforma sono talmente aberranti da destare sospetti oltre che disaccordo. Lo scempio del panorama politico italiano è frutto tanto della massiccia diffusione della subcultura televisorizzata, quanto di una legge-truffa nel principio e nei fatti. Il bipolarismo non è roba da italiani, ma è poi vero che altrove funziona? Con Obama il miraggio americano ha ripreso forza, ma pur a volersi accontentare bisogna ricordare che il subito prima portava il nome di Bush. Dovrebbe bastarci. Accantonando l'ideologia che ormai fa più paura che demodé, restano i dati numerici delle ultime Europee che lasciano un terzo del Paese diviso tra i cosiddetti partiti minori. Seguendo il principio diffuso della democrazia come vittoria dei più sui meno, va tutto bene, anche la porcellum. Se invece gli sforzi nascono per migliorare l'idea stessa di democrazia, per renderla cioè di tutti e per tutti, per partire dall'assunto che tutelare la minoranza è importante quanto accontentare la maggioranza, allora non resta niente che vada bene. Tanto il porcellum quanto la riforma referendaria annientano il nucleo della democrazia: la pluralità. Se poi ci arrischiamo a contestualizzare le scelte, il disagio diventa sospetto:
il disinteresse verso la politica aumenta vertiginosamente a favore della mondanità di salotto rinomata per suo retrogusto di nulla impastato col niente; il parlamento è retto da un premier che si è autoproclamato Re dinanzi a buffoni e dame di corte in pieno delirio di onnipotenza; intanto la crisi divora intere fette di società.
Sembra quasi che spinte e scosse siano ben definite e proposte in offerta speciale per lanciare un nuovo prodotto sul mercato: Il Partito Unico. Secondo noi baffino sorriderebbe più sornione che esterrefatto a leggere cotanta forzatura e ingenuamente chiederebbe: in Italia? Il partito unico?
E noi maliziosi rilanceremmo: ci sono già i pensieri e le omissioni. Mancano le Opere.

sabato 20 giugno 2009

Ma gli italiani non si vergognano più. "Chi non ha pretese non ha dispiaceri"

Di materiale ne avremmo tanto da non sapere neanche da dove iniziare. Tutto inutile però, se si sa già come va a finire. Male, va a finire male. Adesso tutti sanno che il premier italiano è un megalomane vanesio, vive di vizi nel vizio e governa questo miserando Paese secondo le regole del ricatto. Adesso cioè, non si può più negare quello che già si sapeva. Ma cosa significa questa verità per "l'italiano medio"? Lo stesso che vota Lega perché ce l'ha duro. Quel piccolo borghese benestante che passa il tempo a contar soldi e autocommiserarsi. Quello che affronta la crisi causata dalle Banche corrotte e manipolatrici prendendosela col volto bruciato dal sole di un fuggitivo che chiama clandestino. Lo stesso che fa zapping tra tette e culi sempre più giovani e non ci trova niente di male a vedere la propria figlia scendere le scale di Uomini e donne e il proprio figlio gonfiarsi i muscoli in palestra.
Temo che questa verità non lo insulti, non lo spinga a pensare che chi vuol martorizzare un corpo inerme in nome dei principi cattolici, non può quantomeno non condurre uno stile di vita altrettanto irreprensibile. Che un Capo di Governo ha il dovere di spremersi per far stare bene il popolo che l'ha votato, anziché spremerlo per sentirsi bene da solo. Che un Capo di Governo non può farsi difendere da un individuo viscido e meschino che parla di utilizzatori finali riferendosi alle donne come fossero scatolette di tonno. No, al'italiano medio non cambia poi molto. E' più probabile che quella vergogna la invidi, più che biasimarla. Perchè l'italiano medio è più che altro un mediocre che non si indigna più.
"Chi non ha pretese non ha dispiaceri" (Pier Paolo Pasolini)

lunedì 8 giugno 2009

CLAMOROSO: BERLUSCONI INFURIATO CON LA PUPA

La povera fanciulla si è davvero impegnata. Nonostante sia riuscita a far chiudere il seggio, nonostante il premuroso padre abbia ottenuto il permesso di accompagnarla all'urna, così come si accompagna una sposa all'altare, la piccola non ce l'ha fatta. Sembrava tutto perfetto: flash, giornalisti, polizia, gente indignata, ma niente. Proprio all'ultimo, col padre che affettuosamente le carezzzava la testa per incoraggiarla,........ebbene ha ceduto. Sarà stata la fatica per aver apposto la croce sul simbolo giusto, ma è stato più forte di lei: la scritta PAPI ha invalidato il voto. E addio 45%.

venerdì 5 giugno 2009

Costretti al voto

Ebbene andrò a votare. Ancora una volta andrò a votare. Accidenti a Colui-che-non-deve-essere-nominato che mi costringe a farlo. Accidenti A Franceschini che mi costringe a farlo e a tutti quelli che come lui parlano di "invito a compiere un dovere", perché verso questi maledetti io di doveri non ne ho. Anzi sono loro che ne avrebbero verso di me.
Andrò a votare perché se Voi-Sapete-Chi stravince, lunedì si autoincorona e trasferisce il letto al Quirinale.
Perché voglio dimostrare che esiste una sinistra che non sia logorroicamente ambigua e asservita come lo è il PD in nome della moderazione. Io voglio dimostrarmi per quel che sono anche se polemicamente. Forse non sono perfettamente in linea con chi ho deciso di votare, ma sono gli unici in cui riesco a riporre un pò di fiducia. Certo, voterò consapevole che il mio voto sarà utilissimo poichè andrà ad un cosidetto partito minore (che probabilmente non raggiungerà il quorum) e sarà un altro mattone sulla barricata dell'anti-bipolarismo.
Voglio mettere questo mattone e ricordarmi che l'ideologia è come la magia: esiste solo se ci credi.

mercoledì 3 giugno 2009

Non un bue, né le pecorelle: gli italiani son struzzi

Illuminanti. Le ultime dichiarazioni di chi, colui è troppo enfatico, non parla a nome nostro illuminano anche le teste nascoste sotto la sabbia.
A parte quelle sul caso "depravazione senile" che sono preoccupanti più per aver promesso ad una giovin donzella un futuro da velina o da parlamentare, tipo testa o croce, che per gli eventuali sollazzi (caso in cui il vero schifo sono i genitori di lei); a parte le smorfie dalla tribuna d' onore del 2 giugno, che il più ostinato dei difensori non può che attribuire ad una dose di troppo; quelle di oggi son vere chicche e aprono il passagio dalle prove alle vere e proprie manovre di regime. Dunque quello là ci dice che il turismo è in crisi a causa della sinistra che ha "modificato la Cositituzione affidando il settore unicamente alle Regioni".
Quindi, l'obiettivo è: la sinistra ha modificato la Costituzione ergo anch'io lo posso fare.
C'è però un secondo aspetto, quello che sta picchiando la testa dei soliti struzzi:
se il turismo è in crisi a causa dell'autonomia regionale, cosa ne sarà della Sanità e della Scuola dopo l'ultimo attacco di federalismo febbricitante che ci hanno accollato?
A ciò potrebbe rispondere l'Unical, università della Calabria, che a causa dei tagli in finanziaria dovrà fare a meno del campo prova della Facoltà di Ingengneria. Chiaramente questo come esempio concreto e vissuto direttamente.
Oppure potrebbero rispondervi i pensionati che devono pagare € 1 per ogni ricetta presentata in farmacia ed € 2 per ogni confezione di medicine. Questo invece giusto per parlare della punta sottile di un iceberg enorme.La desolazione e lo sconforto arrivano pensando alle urne e a questi struzzi che andranno a votare con i bernoccoli in testa, perchè sotto la sabbia si sta al sicuro. Peccato non si riesca a guardare il mondo.

lunedì 25 maggio 2009

Luci a San Siro non ne accenderanno più.

Siamo tornati e sarà il caso, o il momento storico, o l'essere diventati pessimisti, torniamo per un addio. Anzi due. Il primo è amaro ed è a Paolo Maldini Capitano. Amaro perché è finita male, con rancore. Rancore perché il Capitano è l'ultimo ad abbandonare la nave, ma ha il dovere di lanciare fino alla fine l'SoS. E in ogni caso, la sua nave era la squadra, non la società. La contestazione di ieri ha fatto male a tutti, ma soprattutto a lui. Non se lo aspettava. Non se lo aspettava nessuno, dato che nessuno è andato a difenderlo dai cori. Nessuno gli ha detto che 25 anni non possono finire con uno striscione, indipendentemente se abbia o no un perché. E ce l'ha. E' andato Spalletti a consolarlo.
E anche per questo arriviamo al secondo Addio. Questa volta di rabbia. Diciamo Addio al Milan e quindi, per quanto ci riguarda, al calcio.
Fa male.
Fa male perché il Milan non è solo fede o passione. Il Milan è Amore. E dire Addio ad un Amore ancora Amato è straziante. Non abbiamo alternative, non ci lasciano scelta. Perché quando una Società ricatta e poi si fa ricattare dai tifosi, prima o poi il marcio esce fuori. Perché quando una Società sceglie i belli e non i bravi, mentre i belli sfilano i bravi vincono. Perché quando una Società mette al palo l'allenatore come fosse un impiegato delle Poste (parole di Luca Serafini), è una Società come tutte le altre. Anzi peggio, se l'allenatore si chiama Carlo Ancelotti. Quando una Società abbandona il Capitano che non c'ha voglia di festeggiare, si capisce perché il Capitano non festeggia. Perché quando una Società vince per far vincere un altro, vuol dire che è un giocattolo; e prima o poi il giocattolo si rompe.
Per noi non si è rotto solo il giocattolo, ma un pezzo di Cuore.
Vecchio Cuore RossoNero.
BERLUSCONI VATTENE.