sabato 20 giugno 2009

Ma gli italiani non si vergognano più. "Chi non ha pretese non ha dispiaceri"

Di materiale ne avremmo tanto da non sapere neanche da dove iniziare. Tutto inutile però, se si sa già come va a finire. Male, va a finire male. Adesso tutti sanno che il premier italiano è un megalomane vanesio, vive di vizi nel vizio e governa questo miserando Paese secondo le regole del ricatto. Adesso cioè, non si può più negare quello che già si sapeva. Ma cosa significa questa verità per "l'italiano medio"? Lo stesso che vota Lega perché ce l'ha duro. Quel piccolo borghese benestante che passa il tempo a contar soldi e autocommiserarsi. Quello che affronta la crisi causata dalle Banche corrotte e manipolatrici prendendosela col volto bruciato dal sole di un fuggitivo che chiama clandestino. Lo stesso che fa zapping tra tette e culi sempre più giovani e non ci trova niente di male a vedere la propria figlia scendere le scale di Uomini e donne e il proprio figlio gonfiarsi i muscoli in palestra.
Temo che questa verità non lo insulti, non lo spinga a pensare che chi vuol martorizzare un corpo inerme in nome dei principi cattolici, non può quantomeno non condurre uno stile di vita altrettanto irreprensibile. Che un Capo di Governo ha il dovere di spremersi per far stare bene il popolo che l'ha votato, anziché spremerlo per sentirsi bene da solo. Che un Capo di Governo non può farsi difendere da un individuo viscido e meschino che parla di utilizzatori finali riferendosi alle donne come fossero scatolette di tonno. No, al'italiano medio non cambia poi molto. E' più probabile che quella vergogna la invidi, più che biasimarla. Perchè l'italiano medio è più che altro un mediocre che non si indigna più.
"Chi non ha pretese non ha dispiaceri" (Pier Paolo Pasolini)

2 commenti:

Jacopo ha detto...

Finalmente una riflessione ben pensata... coerente e giusto il richiamo a Pasolini, chissà se fosse vivo cosa penserebbe...

Sama ha detto...

Grazie Jacopo e benvenuto. Una riflessione amara come Pasolini insegnava a fare. Non ho speranze per questa società così piccolo borghese da non vedersi più