giovedì 16 luglio 2009

ECCO COSA E' VERAMENTE HARRY POTTER

Vi do un consiglio: MAI andare al primo-primissimo spettacolo di un film al cinema. Se poi, come me, non riuscite a resistere o a fare altrimenti….mettetevi l’anima in pace.
Mercoledì 15 luglio sono andata al primo-primissimo spettacolo di “Harry Potter e il Principe Mezzosangue”, ovviamente circondata da ragazzini idioti, ignoranti e urlanti, che credono che Harry Potter sia solo “un maghetto con gli occhiali”, e adulti quantomeno non urlanti. Di solito vado al cinema con amici. Questa volta ci sono andata da sola. Onestamente? Date le recensioni poco lusinghiere, avevo aspettative per nulla positive. Anche perché la delusione dell’Ordine ancora bruciava (brucia). Alla fine mi sono chiesta: “Ma chi ha scritto quelle stronzate…che film ha visto???”.
Premetto che, è chiaro, un film non può seguire il libro da cui è tratto passo dopo passo (nulla di nuovo fin qui). Soprattutto nel caso di libri complessi come quelli di Harry Potter. Detto ciò, sarò eternamente grata del ritorno di Steve Kloves alla sceneggiatura. Ribadendo il concetto che a Michael Goldenberg è toccato il compito più arduo (l’Odine era il libro più difficile da portare sullo schermo), sta di fatto che il ritorno al vecchio, amato stile di scrittura è più evidente di un troll a Imladris.
É stato detto che il film si concentra troppo sugli aspetti più leggeri (troppo umorismo e troppi sbaciucchiamenti). Non è assolutamente così. Considerando anche che il sesto libro è il più divertente della saga. Al contrario, le prime storielle dei protagonisti vengono trattate con tatto e con la giusta leggerezza, come dovrebbe essere (ancora una volta, scordatevi i conflitti interiori di Scamarcio e le pene d’amore di Martina Stella).
Il cast è, al solito, fantastico. Il gruppo è talmente evidentemente affiatato che ogni ulteriore commento sarebbe superfluo. Note di merito, però, vanno a: Rupert Grint, per il suo fantastico Ron innamorato; Daniel Radcliffe, Emma Watson e Bonnie Wright, per la tenerezza; Tom Felton, per l’ottima interpretazione; Michael Gambon, per le lacrime; Alan Rickman…per esistere. Encomio speciale, davvero, a quest’ultimo, che mi ha lasciata senza parole. È stato più che perfetto…la sua sublimità si può capire solo guardando il film. Aggiungo Hero Fiennes-Tiffin (Voldemort da piccolo): ascoltatelo in lingua originale….agghiacciante. A tal proposito, è da evidenziare come il doppiaggio sia migliorato rispetto all’Ordine….anche perchè peggiorare sarebbe stata impresa ardua…
Hanno fatto anche molto parlare le scene aggiunte e quelle tagliate. L’attacco alla Tana aveva fatto storcere il naso anche a me; ma la scelta di aggiungere alcune scene non è affatto sbagliata. C’è, poi, il tasto dolente dell’eliminazione del funerale di Silente (che a quanto pare sarà all’inizio della prima parte dei Doni), che mi aveva fatto infuriare non poco….furia placata dalle lacrime versate durante la scena con cui è stato sostituito.
A coloro che non hanno ancora letto “Harry Potter e i Doni della Morte” (oltre che definirli grandissimi BABBANI) consiglio di guardare il film con occhio particolarmente critico, perché è possibile trovarvi indizi sul proseguo della storia. Perché chi domanda “Come finisce Harry Potter?”, “Harry Potter muore?”…non sa che la risposta è più profonda di quanto immagini. Tutti sanno chi sposerà chi, che avranno figli a faranno il lavoro che hanno sempre sognato…. Pochi sanno che con J.K.Rowling la storia non finisce mai con “E vissero per sempre felici e contenti”.

2 commenti:

Sama ha detto...

Alla recensione non aggiungo nulla se non le mie lacrime che saranno più copiose durante la seconda visione (mi auguro un cinema vuoto) e alla prima in dvd in lingua originale.

Pino Amoruso ha detto...

Se è così, andrò a vederlo!!!
Buona serata ;)