giovedì 29 ottobre 2009

Dimettetevi e salvate la nostra democrazia.

Lo scandalo di via Gradoli inizia ad assumere toni e colori inquietanti. Non più solo un politico distrutto dal vizio, ma una serie di personaggi noti dediti alla perdizione. Stiamo passando da un avvoltoio che chiede una testa ad un potenziale pandemonio politico. Dato però che non esistono scandali senza peccato e non esistono pentimenti senza colpe, iniziamo a chiederci da subito chi possa esserci dietro tutta questa vicenda. Senza andare troppo lontano nel tempo, ricordiamoci perché é caduta la Prima Repubblica. Un cambio di scena per consentire ai politici emergenti di sfanculare i vecchi che non intendevano mollare le poltrone. E con quale risultato? Mafia, mazzette, corruzione. Queste erano le accuse. E' forse cambiato qualcosa? Al grido di Roma ladrona, servi e lacché del vecchio Parlamento si sono insediati nel nuovo continuando con mafia, mazzette e corruzione. Senza peraltro avere il minimo senso del dovere verso le cariche che ricoprono sulle nostre spalle. Quindi sì, qualcosa è cambiato, ma in peggio.
E dopo Tangentopoli chi vuole Transopoli? Magari a conoscerne i nomi! Nei corridoi del Parlamento girano voci inimmaginabili. Le stesse che vedono con i propri occhi un ministro prendere mazzette nello stesso ufficio in cui dovrebbe occuparsi del "bene del Paese", ma che non parlano per paura di perdere il posto di lavoro. Resta il fatto che quel qualcuno esiste.
E allora dimettetevi. I leader degli schieramenti impongano ai coinvolti di dimettersi prima che tutto, vero o falso che sia, venga fuori. Date un segnale forte a questo popolo che la democrazia esiste, che chi sbaglia paga e che non è vero che è tutto marcio. Dimettetevi prima che sia troppo tardi.

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