Eccomi qui…finalmente…fine.
Ultimo dell’anno….che fate stasera? Spero vi divertirete, soli o in compagnia…fa lo stesso.
Pensato già ai buoni propositi per l’anno nuovo? Sapete, è un’usanza che non mi appartiene. Sarà che l’unica volta che ho pensato di fare qualcosa di buono nell’anno che stava arrivando m’ha detto un po’ sfiga…anche se a dicembre, poi, mi sono laureata…oh beh…un colpo di culo capita a tutti.
Da allora, però, ho evitato certe pratiche poco ortodosse…sia mai…non volevo rischiare la scomunica. A proposito…avete letto/ascoltato il vostro oroscopo per il 2010? Ahimè, a me e ai miei consanguinei Scorpioni toccherà un anno duro…pieno di successi (vedi pure)…ma fino a giugno dobbiamo tenere la testa bassa….anche se otterremo ottimi risultati (ovvio). Mi chiedevo se Benedetto XVI ha letto il suo? Me tapina…non so neanche di che segno è il Papa…gosh, sarà per questo che negli ultimi tempi sono stata agitata…mmh, qualcosa su cui riflettere… Comunque, non penso che Sua Santità abbia avuto problemi…ho letto con quanta sollecitudine il suo popolo è intervenuto al riguardo…teneri…
Dunque, cosa pensate dell’anno che finisce? Vi siete mai chiesti perché la canzone dice “l’estate sta finendo e un anno se ne va”? A dicembre….non è inverno? Beh, visto le temperature, in verità ne dubito…. Sarò romantica, ma Natale deve essere freddo, possibilmente con la neve…brutti scherzi fa la Natura…sarà per questo che Leopardi la chiamava “matrigna”? Saggio poeta….aveva già previsto tutto…anche Berlusconi, dite? Mmh…no…cotanta grazia è impossibile anche solo sognarla…sono sicura, però, abbia predetto un Papa nero…mmh…no…quello era Nostradamus….o i Pitura Freska….
In ogni caso, mi raccomando fate i bravi: dite le preghiere, lavatevi i denti 3 volte al giorno, portate la spesa ai vecchietti, astenetevi da alcool e droghe, guidate con prudenza e fate attraversare i pedoni, mettete la maglietta della salute,…..e dalla serie “comunque vada sarà un successo”, CHE-IL-2010-VADA-COME-CAZ**-VE-PARE….E ricordate “GIURO SOLENNEMENTE DI NON AVERE BUONE INTENZIONI”.
FELICISSIMO 2010…se vi riesce.
giovedì 31 dicembre 2009
2009. FINE



Non è stato un gran bell'anno questo 2009. La crisi, sì la crisi. Ma non solo quella.
Di immagini da eleggere come più rappresentative ce ne sarebbero tante, noi abbiamo scelto queste.
La protesta dei ricercatori ISPRA rappresenta la verità. E' simbolica non solo per la perdita dei posti di lavoro, ma soprattutto perché quei tagli sono contro il nostro futuro; e perché avviene mentre centinaia di voli privati sono diretti a Copenahagen per parlare di come far finta di salvare questo futuro.
Il signor Englaro, rappresenta invece l'amore. Quello di cui si parla tanto oggi senza capire cosa sia e che invece lui a saputo indicare con forza: l'amore paterno, l'amore universale, l'amore umano.
Neda rappresenta infine la speranza. Contro tutti i tiranni, contro l'ignoranza, contro la repressione.
Sono tre immagini di lotta, di resistenza, di coraggio. Tutto ciò che servirà ancora di più nel 2010.
Auguri
sabato 26 dicembre 2009
Natale è passato. Posso smettere di essere buona?
Avere un bimbo piccolo che crede fermamente in Babbo Natale (al punto da essere certo di averlo visto in cielo con le renne), significa dover sottomettersi alla regola del siamo tutti più buoni. Per essere credibili bisogna anche convincersene radicalmente. La conclusione è che a Natale io divento veramente buona. Tranquilli: passa subito. E infatti oggi sono già arincazzata come 'na iena. I motivi sono sempre gli stessi. Anzi no. In questo momento ce n'é uno che mi fa rosicare in modo particolare: la certezza che la regione Lazio passerà alla destra. Perché siccome il caso Marrazzo non aveva poi così tanto scalfito l'elettorato laziale, ci ha pensato la stessa amministrazione di centro-sinistra ad assicurarsi la sconfitta. Come? Con le graduatorie per il reddito minimo garantito. I dati potete andare a spippolarveli meglio sui vari siti istituzionali di regione e provincia. In breve, il risultato è che ci sono migliaia di domande rigettate per vizio di forma, alla faccia di Caaf e CuP che hanno assistito alla compilazione delle domande. Quindi al via la solita guerra tra poveri: agli zingari sì e a no no; la Lega è l'unica che ci tutela; ecc.ecc.eccetera. Quanta infinita tristezza. E quanto rodimento quando ti tocca sentire che la Tebaldi è soddisfatta. Scusi, soddisfatta de che? Che tanta gente bisognosa e speranzosa abbia ricevuto un calcio in culo per una crocetta?
E dunque oggi sono di nuovo cattiva e se penso a cosa ne sarà della Regione Lazio se sarà governata dagli stessi che oggi amministrano Roma, lo divento di più.
E dunque oggi sono di nuovo cattiva e se penso a cosa ne sarà della Regione Lazio se sarà governata dagli stessi che oggi amministrano Roma, lo divento di più.
mercoledì 16 dicembre 2009
ANCHE IO NON VOGLIO CHE BERLUSCONI MUORE
Marie: Oggi ne parlavo con mia mamma, a mia sorella faceva pena Corona, a lei Berlusconi e io sto cercando di dispiacermi per qualcuno per non sembrare insensibile!
E' una frase tratta da Facebook e riportata da Adriano Sofri su La Repubblica insieme ad commenti postati sull'aggressione a Re Silvio.
E come si può constatare, in qualche modo ci rispecchia, perché ci ostiniamo a prenderlo in giro, anziché cominciare a chiamarlo Silvio Berlusconi, onorevole Presidente del Consiglio.
Ma è chiaro che ANCHE NOI NON VOGLIAMO CHE BERLUSCONI MUORE e speriamo che Maroni ci creda.
(anzi, ci crede)
In realtà quell'atto violento ci è dispiaciuto. Ci è dispiaciuto vedere il sangue di un uomo che si accascia. Ci è dispiaciuto il suo dolore e ci è dispiaciuta la sua paura. Ci è dispiaciuto senza se e senza ma, nello stesso modo in cui ci dispiace senza se e senza ma per le guerre, per la fame, per gli stupri, per i bambini vittime di pedofilia. E' una questione di coerenza.
Bisogna ammettere che il pathos è stato soffocato precocemente dai commenti dei servizi televisivi, eppure, nonostante Belpietro, Facci, Sallusti, la Panicucci e il seguito dell'interminabile lista, resta la denuncia contro la violenza ad personam che è un atto osceno e allo stesso stupido. Maroni però ci deve capire se gli auguri di pronta guarigione non li porgiamo, perché troppi altri bisognerebbe porgerne: ai singoli individui quanto alla storia e soprattutto alla nostra democrazia. Una democrazia affetta da cancri recidivi che difficilmente si potrà salvare. Preferiamo fare gli auguri alla Lotta contro il marciume che ci circonda e che non può smettere di alzare il pugno per il gesto di un folle.
E questo Maroni non lo può capire, ma deve crederci.
E' una frase tratta da Facebook e riportata da Adriano Sofri su La Repubblica insieme ad commenti postati sull'aggressione a Re Silvio.
E come si può constatare, in qualche modo ci rispecchia, perché ci ostiniamo a prenderlo in giro, anziché cominciare a chiamarlo Silvio Berlusconi, onorevole Presidente del Consiglio.
Ma è chiaro che ANCHE NOI NON VOGLIAMO CHE BERLUSCONI MUORE e speriamo che Maroni ci creda.
(anzi, ci crede)
In realtà quell'atto violento ci è dispiaciuto. Ci è dispiaciuto vedere il sangue di un uomo che si accascia. Ci è dispiaciuto il suo dolore e ci è dispiaciuta la sua paura. Ci è dispiaciuto senza se e senza ma, nello stesso modo in cui ci dispiace senza se e senza ma per le guerre, per la fame, per gli stupri, per i bambini vittime di pedofilia. E' una questione di coerenza.
Bisogna ammettere che il pathos è stato soffocato precocemente dai commenti dei servizi televisivi, eppure, nonostante Belpietro, Facci, Sallusti, la Panicucci e il seguito dell'interminabile lista, resta la denuncia contro la violenza ad personam che è un atto osceno e allo stesso stupido. Maroni però ci deve capire se gli auguri di pronta guarigione non li porgiamo, perché troppi altri bisognerebbe porgerne: ai singoli individui quanto alla storia e soprattutto alla nostra democrazia. Una democrazia affetta da cancri recidivi che difficilmente si potrà salvare. Preferiamo fare gli auguri alla Lotta contro il marciume che ci circonda e che non può smettere di alzare il pugno per il gesto di un folle.
E questo Maroni non lo può capire, ma deve crederci.
mercoledì 9 dicembre 2009
Se io pago e il padrone no
Sulla Finanziaria ogni commento è superfluo. Il nulla impastato col niente è più innocuo di pochi provvedimenti che vogliono solo sottolineare il predominio dei padroni sul mondo devastato del lavoro. Amen! A chi però avesse ancora intenzione di governare quel po' o quel tanto che gli spetta con senso del dovere, vorremmo avanzare una richiesta concreta e urgente. Partiamo da un esempio pratico raccontando un'esperienza personale.
Dopo aver inviato un Curriculum tramite Infojob ad una serie di call-center, veniamo contattate per un colloquio. Ci presentiamo in orario e insieme ad altri cinque candidati assistiamo alla presentazione dell'azienda e della campagna proposta. Sorvoliamo sul prodotto, sulle regole e sui compensi in questione, perché non sono più ridicoli di ciò che generalmente viene propinato. Siamo nella norma dell'immoralità che caratterizza questo settore. Il punto grave della situazione è che l'azienda appaltatrice della commessa è stranota per un particolare: non paga i lavoratori.
Sono bastate le postazioni praticamente vuote a farci capire che qualcosa non andava. Il colloquio collettivo privo dei criteri di selezione e teso solo a raccogliere il maggior numero di cavie possibile, ha confermato i sospetti. Piccola indagine e salta fuori la verità neanche troppo nascosta. Ci sono denuncie e cause in corso e soprattutto tanti operatori rimasti fregati.
Fosse l'unico caso! Ma visto che così non è, proponiamo ai rari governatori illuminati ancora presenti in questo Paese, liste pubbliche dei nomi di aziende inadempienti verso i lavoratori. Criteri seri, rigidi, prove e controprove e quanti altri blablabla vogliano i padroni: ma fuori i nomi.
Intanto ci proviamo con Nichi Vendola.
Dopo aver inviato un Curriculum tramite Infojob ad una serie di call-center, veniamo contattate per un colloquio. Ci presentiamo in orario e insieme ad altri cinque candidati assistiamo alla presentazione dell'azienda e della campagna proposta. Sorvoliamo sul prodotto, sulle regole e sui compensi in questione, perché non sono più ridicoli di ciò che generalmente viene propinato. Siamo nella norma dell'immoralità che caratterizza questo settore. Il punto grave della situazione è che l'azienda appaltatrice della commessa è stranota per un particolare: non paga i lavoratori.
Sono bastate le postazioni praticamente vuote a farci capire che qualcosa non andava. Il colloquio collettivo privo dei criteri di selezione e teso solo a raccogliere il maggior numero di cavie possibile, ha confermato i sospetti. Piccola indagine e salta fuori la verità neanche troppo nascosta. Ci sono denuncie e cause in corso e soprattutto tanti operatori rimasti fregati.
Fosse l'unico caso! Ma visto che così non è, proponiamo ai rari governatori illuminati ancora presenti in questo Paese, liste pubbliche dei nomi di aziende inadempienti verso i lavoratori. Criteri seri, rigidi, prove e controprove e quanti altri blablabla vogliano i padroni: ma fuori i nomi.
Intanto ci proviamo con Nichi Vendola.
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