martedì 12 gennaio 2010

Malanova u ti pigghia

Rosarno è più di una macchia; è più di vergogna. Rosarno è oscenità, cioè bruttezza, deformità, immondità. E ancora impudicizia, disonestà e Malaugurio. Le immagini e le parole di quella gente ignorante, cattiva, bugiarda e gretta sanno di sventura. Lì arriverà presto il deserto e ci resterà solo quello.
E carica di questo valore infausto, Rosarno è anche altro: è l'atto di nascita diun nuovo capitalismo.
C'è infatti un'incongruenza di fondo. Se infatti la politca del Ministero degli Interni italiano e della 'ndrangheta calabrese sono tutte indirizzate a sbarazzarsi di questi troppi e troppo tollerati immigrati, la Commissione europea ci avvisa che servono un po' di immigrati in più per impedire che il mondo del lavoro e il welfare crollino.Il nostro calo demografico non può essere altrimenti rimpiazzato. Servono in pratica....tipo...5 milioni di immigrati in più all'anno. Ci stanno quindi dicendo che bisogna favorire gli ingressi. E noi cosa facciamo? Aumentiamo le espulsioni. Non è tutta un'equazione e in ogni caso il risultato è dannoso per loro. A noi serve manodopera specializzata, il ceto dei tecnici, e questo non può che portare all'emarginazione ulteriore della manovalanza e all'impoverimento delle risorse dei Paesi da cui provengono. Contraddizione nella contraddizione. Almeno però in questa stravagante Europa, i padroni sfruttatori sono considerati i cattivi della sceneggiatura, in Italia sono praticamente eroi. La conclusione è che sembrano tutti molto intenti a servire il nuovo capitalismo schiavizzatore. Se non ridefiniamo i parametri del lavoro, delle migrazioni, dell'alfabetizzazione multiculturale, il deserto arriverà anche oltre Rosarno. Saremo inondati dall'oscenità. Dalla malanova

1 commenti:

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

Disamina lucida e perfetta. Rosarno, secondo me, é la punta di un iceberg molto più profondo e che rischia di scoppiare molto presto.