
Ho bisogno di parlarvi di Valerio. Valerio Verbano. A Roma lo conoscono in tanti. Lo dovremmo conoscere tutti.
Valerio nasce a Roma nel 1961 e cresce nel quartiere Monte Sacro. Tutto normale.
Gli piace fare judo, ascolta i Pink Floyd e tifa per la Roma. Tutto normale.
La normalità però finisce qua. Perché Valerio sceglie il Liceo scientifico Archimede e si mette in testa di militare nel collettivo autonomo Valmelaina. E come se non bastasse, dato che si sente un po' fotografo, decide di osservare alcuni movimenti strani di persone strane. E' bravo ad indagare Valerio. Troppo bravo. Tanto da scoprire i nomi e i luoghi d'incontro di diversi esponenti dell'estremismo di destra legati a politici più E meno noti e da ricavarne un dossier: dossier NAR.
Valerio chiude insomma il cerchio intorno ad un bel gruppetto di eversori e relativi compiacenti istituzionali. Chiaramente, tutto questo non è normale. E Valerio, il 22 febbraio 1980, inevitabilmente muore. E' così che funziona in un Paese civile: si va a casa del Fastidio, se ne immobilizzano i genitori sotto la minaccia delle pistole, si attende che rientri e se l'impiccione cerca di scappare dalla finestra, gli si spara alla schiena perforandogli l'intestino. Perché così torna la normalità.
La stessa normalità che fa sparire dagli archivi della Polizia il dossier. La stessa che uccide il giudice Amato che il dossier lo cerca e lo ritrova. La stessa normalità che fa parlare i pentiti di destra, tra cui Angelo-prezzemolo-Izzo, indicando nomi e cognomi degli assassini e che assolve tutti per mancanza di prove.
Oggi di Valerio, studente romano, ucciso dai NAR a 19 anni, restano una Via a Roma e una a Scampia. Ma resta anche il ricordo di sua madre che in tutti questi anni non ha mai smesso di chiedere e cercare la verità. Perché il figlio glielo hanno ammazzato sotto gli occhi. Perché lei non ha potuto salvarlo. E perché lei ha visto il volto dell'assassino e anche oggi sarebbe in grado di identificarlo. E infine perché lei credeva nel figlio e nelle sue idee pericolose.
Perché:
"Un'idea che non sia pericolosa non merita affatto di essere chiamata idea"
Oscar Wilde
A Carla Verbano.
PS: la citazione è l'apertura del blog di Carla Verbano che abbracciamo con affetto Resistente.
http://www.valerioverbano.it/dblog/
4 commenti:
Altro che una via a Craxi: ogni città dovrebbe avere una via intitolata a questo ragazzo.
@Rockpoeta: sarebbe un altro Paese di un altro mondo
Gli eroi senza gloria.
Un carissimo saluto, Sama, ben ri-letta
;-)
@Saamaya: welcome back.
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