martedì 9 marzo 2010

Si sa che i Call-Center esistono per eliminare il rapporto azienda-utenza. Prima ancora che per acquisire clienti, prima ancora che per farsi conoscere. Sono effettivamente un ottimo strumento di istigazione alla truffa: la colpa è dell'operatore ma l'operatore chi è? C'è però un altro aspetto dell'ignobile lavoro che viene sottovalutato: nessuno ha la possibilità di conoscere gli italiani più e meglio di un operatore di Call-Center. Chiama uomini e donne di tutte le Regioni, di tutte le età, di tutte le estrazioni. E chiaramente li chiama a tutte le ore, tutti i giorni. Insomma ha veramente la ghiotta opportunità di disegnare la mappa dell'italiano medio. Danilo che è un operatore di Call-Center ma è anche laureato, educato e informato, ha molte difficoltà a vendere il suo pacchetto telefonico. Non gli piace insistere, non spinge la vendita, descrive l'offerta fedelmente e accetta le critiche dei contattati che ogni tanto si soffermano a rilasciare la propria opinione. Danilo non vende. Pasquale al contrario è un artista. Non canta, né scrive, ma esprime eccellenti qualità creative nelle telefonate. E' un po' supponente e arrogante, tanto che tende a gridare, anzi a sgridare anche le povere pensionate che con la voce flebile implorano:"La prego, non mi richiami, sono anziana e ammalata". Inoltre tende ad ingigantire le cose dicendo frasi del tipo "Costa 100€ ma per Voi è gratis" (per inciso: si chiama overselling ed è penalmente sanzionabile). Inutile sottolineare quanto sia subacculturato e sgrammaticato. "La telefono perché Voi vi dovete comprare questa offerta. Se io dovrei cambiare cambierei come a Voi". Pasquale vende tantissimo. Ci vuole poi così tanto a fare la mappa dell'italiano medio? Ci vuole poi così tanto a capire perché siamo governati così?

1 commenti:

Tonks ha detto...

Direi proprio di no, mi ricorda alcuni esattori telefonici, per due bollettini non pagato erano capaci di urlare :"Guardi che le faccio ritirare il permesso di soggiorno, sequestrare la macchina, etc.". Tuttaviam i debitori insolventi erano più furbi...