giovedì 24 febbraio 2011

Bare di sabbia

Cacchio se ne è passato del tempo! Le nostre vite si sono rivoluzionate al punto di abbandonare questo blog e i nostri amici di tastiera. Ormai io e Blacky ci sfoghiamo solo tra di noi perché non abbiamo mai tempo di farlo anche con voi.
Oggi torniamo, tempo o non tempo, perché non ci si può non fermare in questo momento.
Qui e ora non basta esprimere preoccupazione per ciò che accade. Qui e ora non possiamo solo indignarci, angosciarci e sconvolgerci. Noi dobbiamo sopratutto porci una domanda: siamo sicuri che non sia già tutto cambiato?
Non è tardi per ricordare che il premier italiano ha baciato la mano ad un tiranno spietato accogliendolo come un amico, un eroe e un mito?
Non è tardi per analizzare gli accordi fatti con questo genocida che legano non solo due Paesi guidati da due follie diverse, ma l'intero Mediterraneo?
Non è tardi per capire cos'è l'economia del petrolio?
Non è tardi per ascoltare le parole sempre dette dai leghisti xenofobi che incitano alle armi contro i rifugiati politici?
La paura è che sia talmente tardi che tutte queste domande sembrano banali, retoriche e antiche e invece riflettono la tristezza di questo qui ed ora al quale arriviamo in ritardo.
E ora?

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